Nonostante le crescenti preoccupazioni per l’impatto energetico dell’intelligenza artificiale, un’analisi del Financial Times propone una lettura più sfumata. Sebbene i data center AI globali consumino circa 415 TWh all’anno, pari all’1,5% della domanda mondiale, l’AI offre potenzialità notevoli per migliorare l’efficienza energetica in altri settori chiave. I modelli di machine learning, infatti, possono ottimizzare consumi e processi in industrie altamente energivore.
Tra i casi citati, spicca la collaborazione tra Microsoft e un laboratorio federale americano per identificare nuovi elettroliti destinati a batterie più performanti, con un impatto diretto sulla mobilità elettrica. Altri esempi includono l’ottimizzazione nella progettazione di materiali, la gestione intelligente dei trasporti urbani e la regolazione dinamica degli impianti industriali. Se impiegata strategicamente, l’AI può dunque ridurre l’impatto ambientale e contribuire agli obiettivi di decarbonizzazione, offrendo soluzioni sostenibili dove l’efficienza tradizionale ha già raggiunto i suoi limiti.
Fonte: FT.com
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