La piattaforma social del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si trova al centro di una curiosa controversia tecnologica. Negli ultimi giorni, Truth Social ha introdotto un nuovo “answer engine” basato su intelligenza artificiale, progettato per fornire risposte rapide e dettagliate agli utenti. Tuttavia, il sistema ha presto attirato l’attenzione dei media per una serie di affermazioni che contraddicono apertamente le posizioni del fondatore della piattaforma.
Tra le risposte più sorprendenti ha sottolineato che l’imposizione di dazi doganali non è necessariamente positiva per il mercato azionario, e ha espresso una valutazione generalmente favorevole dell’ex presidente Barack Obama. Queste dichiarazioni hanno alimentato un acceso dibattito tra i sostenitori di Trump e gli osservatori politici, sollevando interrogativi su chi controlli i contenuti generati dall’AI e come vengano moderati.
Secondo alcune fonti, il sistema è stato sviluppato in collaborazione con Perplexity, una società americana specializzata in motori di ricerca conversazionali, ma non è chiaro quanto controllo Truth Social abbia sulla personalizzazione delle risposte. La vicenda evidenzia le sfide e i rischi legati all’uso dell’intelligenza artificiale in contesti politici, soprattutto quando l’algoritmo produce contenuti che possono minare la narrativa ufficiale di un leader.
Al momento, la piattaforma non ha rilasciato un commento ufficiale, ma alcuni utenti hanno notato che il chatbot sembra già essere stato “corretto” per evitare certe affermazioni. Gli esperti avvertono che episodi simili potrebbero moltiplicarsi man mano che i politici e le organizzazioni adottano l’AI senza definire regole chiare di controllo editoriale.
Fonte: The Washington Post
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