Un’innovazione tecnologica sta trasformando il lavoro degli storici e degli archeologi: si chiama Aeneas ed è un sistema di intelligenza artificiale sviluppato per ricostruire iscrizioni latine incomplete. Addestrato su migliaia di testi storici, il modello riesce a proporre completamenti plausibili con un’accuratezza stimata intorno al 90%.
La capacità di Aeneas di “riempire le lacune” nei reperti epigrafici permette di accelerare enormemente le ricerche, aprendo nuove piste interpretative sulla vita quotidiana, le strutture sociali e le pratiche religiose dell’antica Roma. Alcuni risultati hanno già portato alla revisione di interpretazioni consolidate, correggendo errori presenti nei manuali di storia da decenni.
Gli studiosi coinvolti nel progetto sottolineano che l’AI non sostituisce l’analisi umana, ma la potenzia, offrendo spunti che poi devono essere verificati da esperti in filologia e archeologia. L’iniziativa sta attirando l’interesse di musei e università in Europa e Nord America, e potrebbe presto estendersi ad altre lingue antiche come il greco classico e l’etrusco.
Fonte: Wall Street Journal
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