Mustafa Suleyman, Chief AI Officer di Microsoft e cofondatore di DeepMind, ha lanciato un monito contro l’idea crescente di attribuire “diritti” o “cittadinanza” ai modelli di intelligenza artificiale. In un’intervista rilasciata durante una conferenza a Seattle, Suleyman ha definito queste visioni un “antropomorfismo fuorviante”, che potrebbe portare a derive pericolose nel rapporto tra esseri umani e tecnologia.
Secondo il dirigente, le IA sono strumenti programmati per risolvere compiti specifici, non esseri coscienti o senzienti. Assegnare loro una forma di personalità giuridica – o peggio, morale – significherebbe confondere la natura tecnica dei sistemi con una visione emotiva che non trova fondamento scientifico. “Non dobbiamo dimenticare che dietro ogni AI c’è un team umano, responsabile delle scelte etiche”, ha aggiunto.
Le parole di Suleyman arrivano nel mezzo di un dibattito sempre più acceso sull’etica dell’intelligenza artificiale. Diversi filosofi e attivisti, infatti, spingono per una “etica dei modelli”, mentre altri sostengono che tali discussioni rischiano di rallentare lo sviluppo tecnologico.
Fonte: PC Gamer
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