In risposta all’esplosione dell’utilizzo di dati web da parte dei modelli di intelligenza artificiale, uno dei creatori del protocollo RSS ha lanciato una nuova iniziativa che promette di cambiare le regole del gioco: Really Simple Licensing (RSL). Questo nuovo standard, pensato per essere leggibile sia dagli esseri umani sia dai sistemi automatizzati, consente ai creatori di contenuti di specificare chiaramente come possono (o non possono) essere utilizzati i loro materiali nei dataset per l’addestramento dell’AI.
Finora, gran parte dei dati impiegati nei modelli linguistici generativi – come quelli sviluppati da OpenAI, Google o Meta – sono stati raccolti senza il consenso esplicito degli autori originali. I siti web vengono sistematicamente “scrapati” e le informazioni così ottenute finiscono per alimentare modelli capaci di generare testo, codice, immagini o musica.
RSL mira a risolvere questa ambiguità, offrendo un metodo tecnico e legale per indicare, ad esempio, che un sito può essere letto da un utente ma non incluso in dataset AI. Il meccanismo è simile a quello del file robots.txt, ma specifico per le licenze d’uso nel contesto AI. Una volta implementato, RSL potrebbe diventare uno strumento standard per editori, giornalisti, ricercatori e piattaforme di contenuto.
L’iniziativa arriva in un momento critico, in cui numerose testate e archivi accademici stanno avviando cause legali contro aziende AI per utilizzo non autorizzato dei loro materiali. RSL si propone come soluzione pacifica e proattiva per evitare scontri legali e promuovere un ecosistema AI più trasparente.
Fonte: TechCrunch – 10 settembre 2025
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