Un ritrovamento straordinario avvenuto nelle Alpi Liguri sta dimostrando quanto l’intelligenza artificiale possa essere decisiva nelle operazioni di ricerca e soccorso. Un escursionista, medico appassionato di trekking, era disperso da quasi un anno dopo un’uscita in solitaria. Le ricerche tradizionali, condotte sul terreno e con droni pilotati manualmente, non avevano dato risultati, anche a causa della vastità dell’area e delle difficili condizioni ambientali.
La svolta è arrivata quando il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) ha deciso di impiegare un sistema di AI specializzato nell’analisi visiva. Il software ha processato 2.600 immagini acquisite da droni, individuando un gruppo di pixel anomali in una zona remota e poco accessibile. L’analisi ha rivelato che si trattava del casco dell’escursionista, ancora integro e riconoscibile.
Grazie a questa identificazione, i soccorritori hanno potuto concentrare le ricerche in un’area circoscritta, localizzando il corpo in meno di tre giorni. Gli esperti sottolineano che, in futuro, l’AI potrà integrare anche dati termici, satellitari e sensori di movimento, aumentando le probabilità di ritrovare persone vive in scenari di emergenza. L’episodio ha già spinto alcune regioni montane italiane e francesi a valutare protocolli ufficiali per l’uso di AI nei soccorsi.
Fonte: Wired
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