Per scrivere nu-metal, devi alzarti dal lato sbagliato del letto con la bocca amara, le mani che tremano e il mondo che ti scava dentro come un trapano arrugginito. Solo allora puoi afferrare la rabbia grezza e plasmarla in suono. E ora, dopo questa sferzata di buon umore, iniziamo il nostro viaggio tra creatività brutale e tecnologia generativa, daremo vita a un brano nu-metal e lo musicheremo con l’intelligenza artificiale di SUNO.
L’ho già accennato in altri articoli, sono un ascoltatore decisamente onnivoro, musicalmente parlando. Ma se devo confessare una predilezione, il metal in quasi tutte le sue trasfigurazioni occupa da sempre un posto privilegiato nel mio spettro sonoro. E allora perché non spingersi oltre? Perché non provare a dar vita a una produzione Nu-Metal sfruttando le potenzialità dell’intelligenza artificiale?
Cos’è il Nu Metal?
Il nu metal (o new metal) è un sottogenere del metal nato a metà degli anni ’90 negli Stati Uniti. Il suo nome indica chiaramente l’intenzione: “nuovo metal”, cioè una reinvenzione delle sonorità metal tradizionali, mescolate con altri generi come hip-hop, funk, elettronica e industrial. Il risultato è una musica ibrida, aggressiva, urbana e contaminata, spesso legata a tematiche di disagio esistenziale, rabbia sociale e ricerca identitaria.
Negli anni ’90, lo ammetto, il Nu-Metal non faceva per me. Ero troppo legato alla scuola dura e pura di Metallica e Slayer per accogliere senza riserve quella fusione spiazzante di generi. Ma col tempo le orecchie e forse anche la mente si sono aperte. Oggi, quel suono contaminato non solo non mi dispiace, ma ne riconosco il senso, l’urgenza espressiva e la capacità di parlare a una generazione confusa e arrabbiata.
Band simbolo del Nu Metal
Partiamo dalle basi, quali sono le band più famose? Sicuramente i Korn (pionieri assoluti, album di debutto nel 1994), poi abbiamo i Limp Bizkit più ironici, i Linkin Park con la loro ibridazione melodica ed elettronica ed infine gli Slipknot di cui apprezzo l’estremismo visivo e sonoro. Tutti questi gruppi hanno delle caratteristiche comuni.
Nel Nu-Metal, la voce gioca un ruolo centrale e muta continuamente forma, si passa dallo screaming più viscerale al rap serrato, dallo spoken word quasi teatrale fino al canto melodico spesso carico di tensione emotiva. I testi riflettono questa dinamica, affondando nelle profondità dell’esperienza personale, sono crudi, cupi, aggressivi, e toccano temi come l’alienazione, la rabbia repressa, il trauma, la critica alla società e la ribellione interiore. È una scrittura che non cerca bellezza, ma verità scomode.
Sul piano sonoro, le chitarre sono ultra distorte e accordate verso il basso, per generare un impatto più pesante e oscuro. Il basso è sempre presente, spesso distorto anch’esso o suonato con tecniche funk come lo slap, e contribuisce a creare un groove sporco e pulsante. La batteria è potente, ispirata spesso a ritmiche hip-hop nei groove e nei beat, ma capace di esplosioni improvvise. Il tutto è arricchito da componenti elettroniche campionamenti, glitch digitali, scratch da DJ e texture industriali che completano l’atmosfera urbana e tossica.
Dal punto di vista strutturale, il Nu-Metal rompe volutamente le regole del rock tradizionale. Abbandona spesso la classica formula strofa-ritornello, preferendo una narrazione musicale più frammentata, fatta di drop, breakdown improvvisi e cambi di ritmo che creano e rilasciano tensione come scosse elettriche. Il risultato è un’atmosfera claustrofobica, compressa, che simula la pressione di vivere in un mondo che ti spinge sempre più ai margini.
Iniziamo con il primo prompt, lo scriviamo in inglese, certi termini non hanno una traduzione in italiano.
A violent nu-metal track with guttural screamed vocals and intense rap-metal verses,
features explosive choruses, heavy distorted guitar riffs with industrial overtones,
and a raw, pounding rhythm section, The bass is deep and growling, complementing fast,
relentless drums with double kicks and tight snare hits.
The atmosphere is chaotic and cathartic channeling inner rage and rebellion against societal conformity.
Includes glitchy FX layers, dissonant breakdowns, and sudden drops that build tension and release like sonic punches, The mood is furious, liberating, and unfiltered.
Designed to incite headbanging, mosh pits, and primal energy release.Mi serve un tema da sviluppare, se parliamo di AI e tecnologia sicuramente potremo dibattere su apatia indotta dalla società digitale e dai presunti meccanismi di controllo culturale. Potremo parlare di decadenza emotiva, rabbia repressa, disillusione collettiva. Infine ci serve una medicina per tutto questo, un’esortazione a esplicitare urlando la verità, a non lasciarsi divorare dal silenzio e dalla finzione. Non manca nulla, non pensiamoci troppo e procediamo di getto con il testo.
[Intro – Spoken scream]
Tick-tock — you’re feeding on lies!
Spit it now — or rot in disguise!
[Verse 1]
You scroll, you nod, you sleep with the herd
Swallowed your fire, silenced your words
Plastic gods on every screen
Smiling wide while they drain you clean
[Pre-Chorus]
You sold your rage for dopamine
Now you're just a part of the machine
[Chorus – shouted]
SPIT YOUR SIN!
Before it eats your skin!
Break the mold they forced you in!
SPIT YOUR SIN!
Don’t let the virus win!
Burn it down — begin again!
[Verse 2]
You're knee-deep in sweet decay
Fake comfort, every goddamn day
Populist trash, puppet disguise
You clap while your soul slowly dies
[Pre-Chorus]
Too late to beg, too dead to pray
Unless you scream and tear away!
[Chorus – shouted]
SPIT YOUR SIN!
Before it eats your skin!
Break the mold they forced you in!
SPIT YOUR SIN!
Don’t let the virus win!
Burn it down — begin again!
[Bridge – whispered then screamed]
Tick...tick...tick...BOOM!
This world will never make room
So spit or drown —
In your own perfume!
[Final Chorus – screamed with layered vocals]
SPIT YOUR SIN!
Let the purge begin!
Don’t play tame — don’t fake the grin!
SPIT YOUR SIN!
This is not a drill —
Bleed it out, feel what’s real!Ho scelto di non ricorrere a espressioni volgari o linguaggio esplicitamente crudo, non è qualcosa che apprezzo nei testi musicali. Si può esprimere rabbia, anche con forza e intensità, senza necessariamente scadere nella volgarità.
Immaginiamo una band nu-metal giovane che porta sul palco una forte identità visiva: trucco da clown decadente con un’estetica che richiama il grottesco, il tragicomico, la maschera che ride mentre il mondo brucia. Loro sono i GRINN, dalla parola parola “grin” (ghigno) ma con una doppia NN che è più spigoloso e disturbante.
black and white, high-contrast, gritty film-grain stage-level shot of two nu-metal band members standing shoulder to shoulder, singer and guitarist both wearing disturbing clown makeup: smeared face paint, exaggerated dark eyes, cracked white base, unsettling grins intense chiaroscuro, harsh light from stage spots casting deep shadows, sweat glistening under light strong emotional tension in their expressions, chaotic energy background blurred with faint silhouettes of band equipment and crowd low angle perspective from the stage, dramatic composition, cables and mics crossing the frame raw texture, analog 35mm film look, heavy grain, high ISO cinematic street photography style, frozen decisive moment full of dark intensity and surreal horror atmosphere
Aggiungiamo un ulteriore strumento alla nostra cassetta degli attrezzi, ho deciso di installare Cakewalk Sonar
Cakewalk Sonar (oggi semplicemente chiamato Cakewalk by BandLab) è una DAW, una Digital Audio Workstation, cioè una piattaforma software professionale per comporre, registrare, editare, mixare e produrre musica direttamente dal computer.
Cakewalk è particolarmente apprezzato, soprattutto in contesti low budget, perché riesce a offrire un’esperienza di produzione musicale completa senza costi. Pur essendo gratuito, mette a disposizione strumenti e funzioni di livello professionale, del tutto paragonabili a quelli di software blasonati come Pro Tools o Cubase. La sua compatibilità con una vasta gamma di plug-in VST di terze parti lo rende estremamente flessibile, mentre l’interfaccia modulare e personalizzabile consente di adattare l’ambiente di lavoro alle proprie esigenze creative. A questo si aggiunge il supporto per registrazioni multitraccia in alta risoluzione e un motore audio a 64 bit che garantisce stabilità e qualità sonora.
Nel contesto di una produzione Nu-Metal potenziata dall’intelligenza artificiale Cakewalk diventa lo strumento perfetto per passare dal bozzetto digitale alla traccia finita. Permette di importare le tracce generate dall’AI, aggiungere effetti personalizzati, glitch, distorsioni, voci urlate registrate in presa diretta, e curare ogni dettaglio del mix con precisione chirurgica. Il risultato è un master professionale, già pronto per la pubblicazione o per essere portato sul palco, senza aver speso una fortuna in attrezzature o licenze.
Con Suno generiamo il brano.

Da Suno esportiamo le tracce singole.

Una volta importate le tracce generate da Suno, Cakewalk entra in gioco come strumento essenziale per affinare e personalizzare il suono. Nel mio brano, ho scelto di intervenire in particolare sulla voce e sul basso, due elementi che nella versione iniziale non risultavano ancora pienamente espressivi o valorizzati. Attraverso l’editing mirato, posso scolpire la dinamica vocale, aggiungere saturazione o effetti glitch, e dare al basso quella profondità sporca e pulsante tipica del Nu-Metal.

Ecco il risultato finale. Personalmente, ne sono piuttosto soddisfatto: anche dopo diversi ascolti, continua a coinvolgermi senza stancarmi.
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Nerd per passione e per professione da oltre 30 anni, lavoro nel mondo dell’innovazione tecnologica come CTO e consulente, progettando ecosistemi software complessi e scalabili. Parallelamente mi dedico alla formazione informatica, condividendo esperienze e buone pratiche maturate sul campo.
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