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Il problema raramente è “non avere informazioni”, ma averle giuste, coerenti e verificabili. Una fattura letta male, una scadenza interpretata al contrario, un riepilogo che salta un importo e ti ritrovi a inseguire un errore per giorni. L’IA può diventare una mano concreta, ma solo se la si guida nel modo giusto. Vediamo come far sì che l’IA non si limiti a rispondere in modo fluido, ma si metta in discussione, evidenzi dove potrebbe sbagliare e produca un output più affidabile.
Dal 24 al 26 giugno 2026, BolognaFiere ospiterà il GovTech Summit all’interno del WMF – We Make Future, uno dei principali eventi internazionali dedicati a innovazione, intelligenza artificiale e digitale. Il summit si concentrerà sul rapporto tra tecnologie emergenti e sistemi democratici, riunendo rappresentanti istituzionali, esperti e stakeholder globali per discutere il futuro della governance digitale.
Anche quest’anno siamo tornati alla Bologna Children’s Book Fair con quello sguardo un po’ doppio di chi ha vissuto questo settore dall’interno per tanto tempo. Da un lato l’entusiasmo genuino di chi ama davvero l’editoria per ragazzi, dall’altro quella specie di radar professionale che continua a leggere tra le righe, cosa sta cambiando, cosa funziona, cosa si muove sotto la superficie e cosa invece resta ostinatamente uguale.
In ComfyUI (soprattutto con modelli come Flux) il Reference Conditioning è un nodo che permette di usare una o più immagini come guida visiva per la generazione. In pratica dice al modello: “usa queste caratteristiche dell’immagine mentre generi la nuova immagine.”
NewBie Image (spesso indicato come NewBie-image-Exp0.1) è un modello text-to-image in stile anime/ACG pensato per generare illustrazioni con un livello alto di dettaglio e “pulizia” tipico delle produzioni animate. Non è un checkpoint SD classico: viene descritto come un DiT da 3,5 miliardi di parametri, costruito su una base Next-DiT (con ricerca che cita Lumina come architettura di riferimento) e pubblicato come release sperimentale di un framework proprietario chiamato “NewBie” (https://github.com/NewBieAI-Lab).
Quando si parla di “OpenPose” in giro per ComfyUI, spesso si intende una cosa molto concreta: prendere una foto, riconoscere la postura del soggetto (testa, busto, braccia, mani, gambe, piedi, a volte anche i tratti del viso) e trasformarla in una mappa di pose che poi puoi riusare come guida. È quella silhouette fatta di “ossicini” e punti che avrai visto mille volte nei workflow: non è un effetto grafico, è un modo per tradurre un’immagine in una struttura.
Negli ultimi mesi sono stato molto impegnato con docenze in cooperative anche molto diverse tra loro. In aula abbiamo lavorato su un’idea semplice, usare l’intelligenza artificiale nelle attività amministrative e organizzative non per “fare scena”, ma per migliorare il lavoro quotidiano in un contesto che ha regole, valori e responsabilità particolari. La cooperativa, rispetto a un’azienda che punta solo al profitto, nasce quasi sempre da un equilibrio più delicato che deve stare in piedi economicamente, ma lo fa tenendo insieme attenzione ai soci, qualità del lavoro e impatto sul territorio in cui è inserita. È un modello che, quando funziona, mette davvero le persone al centro, non come slogan ma come criterio pratico nelle scelte.
Da pochi giorni il modello di SUNO (suno.com) è stato aggiornato alla versione 5.5, quale scusa migliore per testarlo e creare un duetto metal con voci alternate melodico/growl... mmm... ho già in testa la mia metal singer... poi penseremo al testo e alla musica...
Se hai usato un chatbot “classico”, conosci già la scena: fai una richiesta, ottieni una risposta in chat, copi-incolli altrove e inizi la danza tra editor, browser, IDE, note, documenti. Gli Artefatti di Claude nascono per spezzare quel circuito. Non sono un nuovo “tipo” di risposta più lunga, ma un diverso spazio di lavoro: quando Claude genera qualcosa che ha senso trattare come oggetto a sé (un documento, una pagina web, un componente, un diagramma, un mini-tool), lo mette in un pannello dedicato accanto alla conversazione, dove quel contenuto resta stabile, modificabile e, in molti casi, anche “eseguibile” o visualizzabile come anteprima.
Personalizzare Claude conviene perché trasforma un assistente “generico” in uno strumento che lavora davvero nel tuo contesto, non si limiterà a rispondere bene, ma risponderà come serve a te. Il vantaggio più evidente è il tempo (meno copia-incolla, meno ricerche tra app, meno riformulazioni), ma quello più sottovalutato è la coerenza, con competenze e regole precise, i testi e le analisi mantengono lo stesso tono, lo stesso formato e lo stesso livello di qualità, anche quando cambiano argomento o urgenza.