Jazz dall’immaginazione alla musica con Producer.ai

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Jazz dall’immaginazione alla musica con Producer.ai

Immagina di poter comporre un brano con la stessa libertà con cui parli di un sogno. “Voglio qualcosa di etereo, con voci soul e melodie sintetiche che si rincorrono come onde.” Non serve saper suonare uno strumento, né possedere uno studio audio sofisticato. Bastano le parole. È questa l’esperienza che promette Producer.ai, un agente musicale AI che trasforma semplici richieste testuali in tracce audio di qualità studio.

Cos’è e come funziona

Producer.ai nasce dal team di Riffusion e introduce Producer, un “agentic music producer” basato sul modello di ultima generazione chiamato FUZZ‑2.0. Non è solo una AI generativa musicale ma un ecosistema creativo completo: si va oltre la singola traccia, il sistema consente di generare testi, emulare strumenti, sperimentare con generi, strutturare EP o album completi.


Fortunatamente, essendo stato tra i primi abbonati a Riffusion, il mio account è stato convertito automaticamente in Producer, senza alcun aumento di prezzo.
Seguo Riffusion fin dal suo debutto, quando ne avevo già intuito il grande potenziale di crescita, e a quanto pare, ci avevo visto giusto.
In questo magazine potete trovare diversi miei articoli dedicati a Riffusion, che testimoniano il mio interesse e la mia fiducia in questo progetto sin dagli esordi.

L’interfaccia vi permette di accedere facilmente alle sezioni principali del software che sono PRODUCER e COMPOSE. PRODUCER è un LLM addestrato principalmente su temi musicali, COMPOSE invece è votato alla vera e propria composizione musicale.

Per quanto riguarda l’operatività possiamo distinguere due momenti principali, prima la generazione del brano e poi la possibilità di remixare, estendere, rifare parti di un pezzo.

Considerate PRODUCER come un vero esperto di fiducia che può dare avvio al processo creativo partendo da un brano già esistente (music-to-music), da un’immagine ispiratrice (img-to-music) o persino da una semplice descrizione testuale (text-to-music).
Il flusso di lavoro è lineare, ogni input viene prima analizzato da un LLM, che ne valuta il contenuto e il contesto; dopodiché la “palla” passa al motore FUZZ, incaricato di generare la musica tramite l’elaborazione di spettrogrammi.

COMPOSE offre pochi parametri, ma sufficienti per garantirvi un buon controllo sul risultato generato. Una lista dei comandi principali è d’obbligo:

  • LYRICS: qui potete inserire il testo da mettere in musica oppure lasciare il campo vuoto per creare un brano puramente strumentale. Se avete intenzione di scrivere la lyric ponete particolare attenzione alla metrica, deve essere coerente con il genere musicale!
  • SOUND: richiede un prompt descrittivo; potete inserirne più di uno, specificandone la durata con + ADD SOUND, per variare l’andamento del brano.
  • STRENGTH: definisce quanto COMPOSE debba attenersi al prompt della composizione. Valori bassi favoriscono risultati più creativi e liberi; valori alti producono brani più fedeli alle istruzioni, ma talvolta meno piacevoli. Una regolazione intermedia spesso rappresenta il miglior compromesso.
  • ADD VIBE: consente di importare la “vibrazione” o il mood da un altro brano, in modo simile a quando, nel campo delle immagini, si fornisce un riferimento di stile visivo.
  • NEGATIVE PROMPT: serve per escludere determinati elementi dalla generazione, rimuovendo ciò che non si desidera ottenere.

Il secondo blocco di comandi si trova sotto la voce DYNAMICS.

  • LYRICS STRENGTH: misura la libertà del modello nel modificare il testo per adattarlo alla metrica musicale. Un buon punto di partenza è il 50%; aumentate il valore se volete che il testo originale venga rispettato con maggiore rigidità.
  • WEIRDNESS: quanto volete “spingerlo sul bizzarro” (cit. Verdone)? Valori più alti produrranno risultati più fuori dagli schemi. Sperimentate liberamente.
  • KEY: imposta la tonalità principale del brano (Auto, Maggiore, Minore).
  • BPM: indica la velocità o il tempo del brano. Ad esempio, 60 BPM corrispondono a un battito al secondo (lento, stile ballata o adagio).
  • LENGTH: la durata complessiva del brano, strettamente legata alla quantità di testo nelle lyrics.
  • SEED: un valore casuale assegnato al brano per influenzarne la generazione. Modificando il seed, si ottengono variazioni dello stesso prompt.
  • MODEL: il motore di generazione. Non sempre l’ultimo modello è il più adatto: sperimentate per trovare quello che meglio interpreta la vostra idea musicale.

Scusate la serie di elenchi, non è il mio stile abituale, ma in questo caso facilitano il colpo d’occhio e rendono più immediata la consultazione.

Esempi di setup in PRODUCER


Pop commerciale

  • LYRICS STRENGTH: 70% → per mantenere il testo ben aderente alla struttura della canzone.
  • WEIRDNESS: 10 → restiamo su sonorità standard e orecchiabili.
  • KEY: Maggiore → tonalità brillante e positiva.
  • BPM: 100–120 → tempo moderato, ideale per radio e streaming.
  • LENGTH: 3:30 – 4:00 → classica durata da singolo pop.
  • SEED: variabile per provare variazioni dello stesso brano.
  • MODEL: ultimo disponibile.
  • Note sulla metrica: strofe di 4 versi, ritornello di 4 versi ripetuto, facile memorizzazione.

Hip-Hop / Rap

  • LYRICS STRENGTH: 50% → lascia spazio a piccole modifiche per adattare flow e rime.
  • WEIRDNESS: 30 → più libertà per inserire groove e campioni particolari.
  • KEY: Minore → toni più scuri e intensi.
  • BPM: 85–95 → tempo medio-lento per far emergere il testo.
  • LENGTH: 3:00 – 4:30 → con 2–3 strofe e ritornelli.
  • SEED: fisso se si vuole mantenere una coerenza di atmosfera.
  • MODEL: anche modelli precedenti, se hanno un timbro vocale più “ruvido”.
  • Note sulla metrica: versi lunghi con enjambement, forte enfasi sul ritmo delle parole.

Ballata acustica

  • LYRICS STRENGTH: 80% → massimo rispetto per il testo, spesso narrativo.
  • WEIRDNESS: 5 → arrangiamento pulito e minimale.
  • KEY: Maggiore o Minore, in base al tono emotivo.
  • BPM: 60–70 → lento e contemplativo.
  • LENGTH: 4:00 – 5:30 → strofe lunghe, spazio per respiri strumentali.
  • SEED: variabile per esplorare più timbri acustici.
  • MODEL: preferire modelli con resa strumentale calda.
  • Note sulla metrica: versi da 6–8 sillabe, ritmo regolare e dolce.

EDM / Dance

  • LYRICS STRENGTH: 30% → il testo è secondario rispetto al drop e alla melodia.
  • WEIRDNESS: 40 → sperimentazione nei suoni e nei build-up.
  • KEY: Maggiore.
  • BPM: 125–130 → classico tempo da dancefloor.
  • LENGTH: 5:00 – 6:00 → intro, build-up, drop, breakdown, drop finale.
  • SEED: variabile per ottenere diversi drop.
  • MODEL: ultimo modello, preferibilmente ottimizzato per synth.
  • Note sulla metrica: strofe minime, hook ripetuto, enfasi sugli accenti ritmici.

Metal sinfonico

  • LYRICS STRENGTH: 60% → lascia spazio ad adattamenti metrici, ma preserva il senso epico.
  • WEIRDNESS: 35 → per orchestrazioni insolite e layering di chitarre.
  • KEY: Minore.
  • BPM: 140–160 → veloce, ma con cambi di tempo nelle parti orchestrali.
  • LENGTH: 5:00 – 7:00 → brani lunghi con sezioni multiple.
  • SEED: fisso se si vuole mantenere coerenza tematica.
  • MODEL: testare anche modelli precedenti per resa delle chitarre.
  • Note sulla metrica: strofe epiche, ritornelli ampi, uso di cori.

La community di Producer

PRODUCER non è soltanto uno strumento di generazione musicale, ma anche un vero e proprio social network per creativi del suono. Oltre a comporre e perfezionare i brani, è possibile pubblicarli direttamente sulla piattaforma, rendendoli accessibili alla community globale. Questo crea un ecosistema vivo, in cui si scoprono nuovi artisti e stili, si interagisce in tempo reale con commenti e feedback, si avviano collaborazioni a distanza e si cresce come artisti grazie all’ispirazione che nasce non solo dal software, ma anche dal dialogo con altri creatori. In questo modo PRODUCER diventa non soltanto un potente strumento di produzione, ma un ambiente di scambio culturale e creativo, dove l’intelligenza artificiale è il motore e la community il cuore pulsante.

Immaginiamo una scena e iniziamo il nostro viaggio creativo!

Basta con le recensioni vuote, ne abbiamo già abbastanza in giro. Se non metto davvero alla prova PRODUCER, finirei per sentirmi in colpa a pubblicare un articolo incompleto. Quindi, apriamo le danze… o meglio le porte di un jazz club!

Immaginiamo prima la scena, come se scorresse sul grande schermo, un film leggermente noir, dalle luci basse e dai fumi sospesi nell’aria. Siamo seduti in un jazz club, durante una live session. Mi scuso se dirò cose ovvie, ma preferisco appoggiarmi a quell’immaginario comune che ci permette di entrare subito nell’atmosfera.

Il brano si apre con un assolo di sax, morbido ma intenso, che danza sopra un leggero tappeto di percussioni. È l’invito ad accomodarsi, ad abbassare la voce e lasciarsi avvolgere. La narrazione alterna due voci, quella di un uomo e quella di una donna demonio, un richiamo diretto ai duetti noir dei club degli anni Quaranta e Cinquanta.

Il ritornello, sorretto da cori e armonie, alza la tensione emotiva, trasformando l’attrazione proibita in un fuoco che divora. Gli intermezzi strumentali (assoli di sax e walking bass) aprono momenti di respiro e improvvisazione, tipici delle performance dal vivo, spingendo il brano verso picchi di intensità. Nel bridge, il dialogo tra i due protagonisti si fa più intimo, quasi un corpo a corpo emotivo, con armonie che avvolgono e stringono.

Il finale è un’uscita sospesa… improvvisazione vocale e corale, come se l’ultima frase restasse nell’aria, a vibrare insieme al fumo e alle luci tremolanti. Poi… i dettagli sensoriali… “hair like falling snow”, “skin like midnight”, “eyes like tired whiskey glasses”, ci porteranno dentro un mondo dove la musica è cinema.

Il dialogo uomo/demone, oltre a essere un classico delle ballad jazz, funziona alla perfezione nel call & response, sia melodico che armonico. E il finale aperto, sospeso sulle armonie vocali, è pura grammatica jazz.

Non so voi, ma io sono già lì, seduto in quel club, un bicchiere in mano, non lo berrò, perché non bevo, ma fa la sua scena, mentre il sax sussurra una storia al mio orecchio.

Plaintext
TITLE: Whiskey Eyes & Devil Smiles

SOUND
jazz club, live session, smoky atmosphere, expressive saxophone solo, upright bass, relaxed drums, intimate vintage vibe, 90 bpm

Model
FUZZ-2.0

[Intro]
[Saxophone solo over soft drums]

[Verse 1 - Man]
In a shadowed corner of the club
He sits, his hair like falling snow
Eyes like tired whiskey glasses
Heart beating painfully slow

[Verse 1 - Woman (Demon)]
She glides in, fire in her laughter
Skin like midnight, eyes so bright
Temptation pooling in the silence
He’s tangled in her wicked light

[Chorus - Backing Vocals + Harmonies]
Oh, I know it’s a sin to love you
But your beauty burns my soul
If I fall and lose redemption
Let me lose it in your hold (chorus: "ohhh")

[Bass Solo]
[Walking bass improvisation]

[Verse 2 - Man]
Every smile, a darker promise
Every touch, a deeper wound
I dance with devils in the moonlight
And tremble knowing I'll be doomed

[Verse 2 - Woman (Demon)]
She whispers secrets from the abyss
Her lips are poison, sweet and red
He knows she’ll haunt his final dreaming
But he’ll follow where he’s led

[Sax Solo]

[Bridge - Duet (with harmonies)]
(Man)
I see the flames behind your laughter
(Woman)
I see the weakness in your eyes
(Both)
Heaven’s closing all its doors now
But in your arms I’ll die alive (harmonies)

[Chorus - Backing Vocals + Harmonies]
Oh, I know it’s a sin to love you
But your beauty burns my soul
If I fall and lose redemption
Let me lose it in your hold (chorus: "oh oh")

[Outro - Duet & Backing Vocals with Harmonies]
[Duet improvisation]

[End - 3:18]

Confidando che il PRODUCER sappia scrivere un prompt efficace per se stesso, cosa tutt’altro che scontata nel mondo degli LLM, si nota l’uso strategico di parentesi quadre e tonde per indicare all’intelligenza artificiale cosa sia testo cantato e cosa, invece, semplice istruzione. Esempi lampanti: [Intro], [Saxophone solo over soft drums], [Verse 1 – Man]. A dire il vero, mi sta quasi venendo voglia di impacchettare tutto in un bel JSON, ma per questa volta mi trattengo perché l’articolo è già troppo lungo.

Whiskey Eyes & Devil Smiles

Vogliamo dare un volto alla nostra fanciulla demoniaca? Spostiamoci su MidJourney e ricreiamo, attraverso il prompt, l’atmosfera densa e avvolgente del jazz club, con l’aria intrisa di fumo di sigaretta e luci soffuse. Scegliamo di raffigurarla come una figura orientale, scelta volutamente insolita per questo contesto, proprio perché è un demone, il suo essere “fuori luogo” amplifica il senso di estraneità e magnetismo, permettendoci di percepirne ancora di più la natura inquietante e seducente.

Plaintext
Close-up ritratto femminile in bianco e nero cinematografico, ambientato in un jazz club vintage anni '50 avvolto da fumo di sigaretta e luci soffuse, atmosfera intima e sensuale. 

La modella, bellezza magnetica asiatica e misteriosa, ha pelle diafana illuminata da luce radente e occhi intensi e seducenti, come "whiskey eyes" che riflettono luci calde e bagliori di bicchieri.

Styling couture noir con abito in seta lucida o velluto nero, spalle scoperte, dettagli sartoriali impeccabili. Capelli mossi e voluminosi con onde morbide alla Veronica Lake, trucco drammatico con eyeliner marcato e labbra rosso scuro (reso in scala di grigi). 

Sullo sfondo, sagome sfocate di musicisti con sax e contrabbasso, luci spot filtrate dal fumo. Illuminazione a chiaroscuro che scolpisce il volto e mette in risalto texture e volumi, profondità di campo ridotta per isolare lo sguardo. Look emozionale e narrativo, tra seduzione e pericolo, evocando il contrasto tra attrazione e rovina. Fotografia ispirata a Peter Lindbergh e Richard Avedon, resa con grana fine, alto contrasto e atmosfera malinconica.

Mi fa pensare a Mazikeen della serie TV Lucifer… sì, mi piace! Riascolto l’intero brano tenendole lo sguardo fisso negli occhi… sì, ci siamo, approvata!

Producer è per tutti?

Sì, è per tutti. Lo consiglio vivamente ai musicisti, perché offre un ambiente ideale per una prototipazione rapida di idee e arrangiamenti. È perfetto anche per chi non ha alcuna esperienza musicale, dal momento che può funzionare in modo ampiamente automatizzato, guidando passo dopo passo nella creazione di un brano. E non dimentichiamo gli appassionati, per gli amatori che vogliono sperimentare e divertirsi, PRODUCER rappresenta un laboratorio creativo dove ogni intuizione può trasformarsi in musica in pochi minuti.

Non vedo l’ora di ritagliarmi un po’ di tempo per dedicarmi alla generazione musicale con PRODUCER e scoprire fino a che punto FUZZ-2.0 sia più raffinato e potente rispetto alla versione precedente.

Se l’articolo ti è piaciuto e sei appassionato di tecnologia e musica restiamo in contatto su linked a: https://www.linkedin.com/in/andreatonin/

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