Le relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina tornano a surriscaldarsi, questa volta attorno a un settore cruciale: i chip ad alta larghezza di banda utilizzati per addestrare e far funzionare i sistemi di intelligenza artificiale di ultima generazione. Secondo fonti diplomatiche, Pechino avrebbe chiesto a Washington di allentare le restrizioni all’export di questi componenti, introdotte negli ultimi anni per motivi di sicurezza nazionale e protezione del vantaggio tecnologico statunitense.
I chip in questione, prodotti principalmente da aziende americane come NVIDIA e AMD, sono indispensabili per le applicazioni di AI avanzata, dal riconoscimento vocale alla modellazione climatica. La Cina, che ha ambizioni di leadership globale nel settore entro il 2030, vede nelle restrizioni un freno strategico alla propria crescita tecnologica.
Gli Stati Uniti, dal canto loro, temono che l’accesso illimitato a queste tecnologie possa rafforzare l’apparato militare e di sorveglianza cinese. Questa divergenza si inserisce in negoziati commerciali più ampi, dove i due Paesi cercano un compromesso su tariffe, proprietà intellettuale e sicurezza digitale. Gli analisti avvertono che un eventuale irrigidimento delle posizioni potrebbe spaccare il mercato globale dei semiconduttori, creando blocchi tecnologici contrapposti.
Fonte: Reuters
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