Google rinvia Gemini 3.5 Pro al 17 luglio per una riprogettazione completa dell’architettura

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Google rinvia Gemini 3.5 Pro al 17 luglio per una riprogettazione completa dell’architettura

Il lancio di Gemini 3.5 Pro, il nuovo modello di punta di Google DeepMind, è stato posticipato al 17 luglio 2026. Il ritardo, secondo quanto emerso da alcuni piani di lancio trapelati, non riguarda un semplice affinamento del prodotto: Google avrebbe deciso di abbandonare l’architettura di Gemini 2.5 Pro per una riprogettazione da zero, con l’obiettivo di migliorare in particolare il ragionamento matematico, la generazione di scene in formato SVG e la qualità delle immagini prodotte.

Le specifiche tecniche circolate finora indicano una finestra di contesto da 2 milioni di token, il doppio rispetto a molti dei modelli concorrenti attualmente sul mercato, sufficiente in teoria a processare l’equivalente di una trentina di romanzi in un solo prompt. Il modello introdurrebbe inoltre una modalità di ragionamento avanzato chiamata Deep Think, riservata al piano Ultra da 250 dollari al mese, mentre l’accesso via API dovrebbe attestarsi intorno a 1,25 dollari per milione di token in input e 10 dollari per milione in output.

Il tempismo non è casuale. Il rilancio arriva mentre OpenAI ha appena reso disponibile al pubblico la famiglia di modelli GPT-5.6, articolata nei tre livelli Sol, Terra e Luna, e mentre Anthropic ha ripristinato la piena disponibilità di Claude Fable 5 dopo settimane di restrizioni legate a controlli sull’export. In questo scenario, la riprogettazione radicale di Gemini appare come una risposta diretta alla pressione competitiva sul fronte dei modelli di frontiera, dove le differenze tra i principali laboratori si giocano sempre più su ragionamento, contesto e costo per token.

Resta da vedere se le prestazioni effettive di Gemini 3.5 Pro, una volta disponibile il 17 luglio, saranno all’altezza delle specifiche annunciate: i piani di lancio, per loro natura, tendono a presentare la versione più favorevole del prodotto prima che arrivino benchmark indipendenti. Google non ha confermato ufficialmente tutti i dettagli trapelati.

In sintesi, il rinvio segnala che per Google la posta in gioco non era un aggiornamento incrementale, ma un cambio di architettura ritenuto necessario per restare competitivi.

Fonte: BigGo Finance

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